Senatore a vita: la Costituzione e le sue regole sono una stronzata

La Costituzione italiana è carta da culo. Lo sappiamo. Come tutte le Costituzioni scritte dopo la seconda guerra mondiale è stata stilata sotto il controllo del nuovo occupante statunitense ed era coerente con l’utilizzo dell’Europa per gli interessi della nuova superpotenza. 

Quindi non deve stupire che un sistema costituzionale, democratico, faccia anch’esso alquanto cagare. In molti hanno cercato, senza riuscirci, a sottolineare le qualità di un sistema di questo tipo: ovviamente nessuno è riuscire a smentire il sapere di praticamente tutti i filosofi della storia. Da Platone, a Aristotele, Passando per Socrate fino ad Arrivare a Marx e via dicendo, tutti sono concordi nel considerare la democrazia una cagata pazzesca.

L’unico argomento che era rimasto agli estremisti e disonesti democratici era quello presentato da Bobbio: la democrazia è meno peggio di altri sistemi perchè è vuota di valori ma è un sistema di regole che vanno rispettate. Ennesimo cazzata, sparata dall’ennesimo trombone di merda.

Gli eventi attuali lo confermano. Dice la costituzione all’articolo 59: “Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.”

Bene, Napolitano in fretta e furia, proprio per violare le regole della democrazia, e violarle legalmente, quindi in realtà non c’è nessuna violazione, ha nominato Mario Monti senatore con l’obiettivo di dargli in mano un governo voluto non dai cittadini ma dalle istituzioni europee.

Non ci interessa ora valutare governi passati o futuri, sia chiaro però che le regole che la democrazia dovrebbe garantire, sono in realtà fatte per essere violate. E che Napolitano ci ha truffati, così come tutti coloro che appoggeranno un governo fatto da un senatore a vita nominato ad hoc, con la palese scusa dei meriti. Non è una semplice inezia, è la conferma che le regole della democrazia sono regole finte.

Guinness

Gvinness

Fondatore del Britney National Party

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